Ciao a tutti da 35º47’14,41”N 5º48’46,46’O, mt 5-300 slm, Tangeri.
Eccoci di nuovo a Tangeri.
Il nostro viaggio è partito da qui il 21 settembre e dopo 5961 km mi ritrovo a girare per la città, ricordandone la pianta e raggiungendo la medina senza difficoltà.
E’ proprio una splendida maison d’hotes nella kasbah che ci ospita per l’ultima notte in Marocco.
Dalle sue bianche terrazze posso godere di una vista mozzafiato sulla medina e sullo Stretto. La Spagna è li, posso quasi sentire i rumori ed i suoni dall’altra arte del mare.
E’ Tangeri che ci ha accolti ed è Tangeri che ci saluta.
A Tangeri , 6 settimane fa, abbiamo iniziato un tour che ci ha portati a conoscere aspetti del Marocco che non ci aspettavamo. Era il primo giorno di fine Ramadan e a Tangeri abbiamo vissuto l’ Aid Seghir, la “festa piccola “ e tra poche ore inizierà l’Aid Kebir, la festa grande.
Quando siamo partiti c’era pochissima gente in giro; erano tutti in casa a festeggiare.
Oggi è diverso; i locali sono stracolmi di clienti; trovo ragazzi che dalla Spagna vengono qui a passare le serate, seduti ad un tavolino del bar adiacente al Cinema Rif oppure nei ristorantini di pesce economici che si trovano sparsi per tutta la città.
Noi siamo tutti un po tristi. È l’ultimo giorno del nostro viaggio .
Tra poche ore saremo su un aereo che ci riporterà in Italia.
La voglia di riabbracciare i nostri cari è tanta, ovviamente, ma per chi, come noi, viaggia per professione (oltre che per immenso piacere), il rientro è sempre un momento no!
Parto con la consapevolezza che tutto il team di Oltre ha dato il massimo per produrre un documentario che sappia trasmettere la bellezza di questo paese ma anche con la paura di essere stati troppo invadenti con chi ci ha ospitati.
E’ la paura che ho sempre, in ogni mio viaggio e spero , almeno questa volta, di sbagliarmi.
Saluto il Marocco, secondo me uno dei posti più belli al Mondo, sperando di avere la possibilità di apporre il suo sedicesimo timbro sul mio passaporto. Queste prime quindici volte mi sono servite per cominciare a capire qualcosa del suo popolo, delle sue tradizioni ed usanze.
Quando in Italia stringerò la mano a qualcuno, sono certo che mi porterò subito la mano al cuore. E’ una delle mille consuetudini belle che ho imparato in questo paese.
Spero di averne trasmesso almeno una delle nostre.
Arrivederci ,
Gianni